Ogni volta che la luna è piena, alzando lo sguardo verso di essa, notiamo che il "disco d'argento" non è uniforme, ma presenta grandi macchie scure in alcune zone. In passato, si immaginava che quelle fossero vasti "oceani", che gli astronomi chiamavano "Mare Lunare". Solo quando si sono rivisualizzate quelle zone scure con telescopi di alta precisione, si è scoperto che si trattava di vaste pianure deserte, prive di particolari rilievi, simili agli oceani sulla Terra. Il Mare Lunare copre circa il 25% della superficie della Luna e sono stati identificati 22 mari lunari, di cui 19 visibili dalla Terra, tra cui il Mare della Pioggia, il Mare della Tranquillità, il Mare della Chiarezza e il Mare dell'Abbondanza. Sul retro della Luna è stata scoperta anche un'area chiamata "Mare di Mosca", grazie alle foto del retro della Luna inviate dall'esploratore senza pilota sovietico "Luna 3". Il più grande mare lunare è il Mare delle Tempeste, che copre un'area di circa 5 milioni di chilometri quadrati, più grande della Cina orientale. Oltre ai mari lunari, sulla superficie della Luna si trovano anche delle pianure chiamate "laghi lunari", "paludi lunari" e "baie lunari". In realtà, queste non differiscono molto dai mari lunari.
Come si sono formati questi mari lunari? In realtà, la Luna viene spesso colpita da piccoli corpi celesti come comete e asteroidi. Se l'impatto è lieve, la superficie lunare si presenta con crateri e depressioni; in caso di impatti più grandi, invece, si verificano enormi eruzioni di magma, che ricoprono le depressioni lasciate dall'impatto e, una volta solidificate, formano le vaste aree del "Mare Lunare".
I mari lunari rappresentano un'enorme riserva di titanio e ferro, e con lo sviluppo della tecnologia, gli esseri umani dovrebbero essere in grado di sfruttare razionalmente queste abbondanti risorse minerarie lunari.

