Nella regione di Urho, situata sul bordo nordoccidentale del bacino di Junggar, nel Xinjiang, c'è un "castello" chiamato "Città del Diavolo". Sembra un labirinto naturale, che si erge sulla steppa senza punti di riferimento, con forme del terreno estremamente bizzarre. Le colline di terra sono disposte come un enorme labirinto, rendendo difficile l'orientamento, e anche a pochi metri di distanza, le persone spesso riescono solo a sentirsi l'un l'altro ma non a vedersi. All'interno di un'area di oltre 10 chilometri quadrati, le valli aride si intersecano come "strade" di un quartiere, mentre le formazioni rocciose di varie forme si ergono ai lati delle valli, disposte su due o tre livelli, con un'altezza di 20-30 metri, e talvolta anche di più, simili a padiglioni, torri, altari sacrificali e stupa, come se fosse una città deserta e abbandonata. Quando soffia il vento, solleva strati di sabbia gialla, facendo oscurare il cielo e il terreno, e i venti violenti della steppa si infiltrano tra le rocce, emettendo urla terrificanti, come grida di fantasmi o lupi, o come gemiti di morenti. Dopo il tramonto, il castello si ricopre di una fredda luce lunare, e lo scenario sembra una città fantasma imprevedibile.
Fino al 1900, quando l'esploratore e geografo svedese Sven Hedin condusse delle ricerche in loco, il vero segreto della "Città del Diavolo" rimase sconosciuto al mondo esterno. Si scoprì che, più di 100 milioni di anni fa, questa zona era un enorme lago d'acqua dolce, con un clima umido e paesaggi pittoreschi, simili a quelli delle regioni acquatiche del sud della Cina di oggi. Tuttavia, con il rapido innalzamento dell'altopiano tibetano, le montagne imponenti bloccarono i flussi d'aria provenienti dal sud-ovest, interrompendo l'arrivo di vapore acqueo dall'Oceano Indiano. Anno dopo anno, il clima divenne sempre più arido, e poiché il terreno iniziò a innalzarsi (l'altitudine locale è ora di 300-500 metri), il lago si trasformò gradualmente in un'immensa steppa desertica. Tuttavia, gli strati di roccia esposti sulla superficie erano per lo più costituiti da sedimenti di argilla soffice e roccia più dura. Nel corso degli anni, a causa dei cambiamenti climatici, le rocce furono erose dalle piogge torrenziali, dal sole cocente e dai venti violenti, subendo una continua degradazione. In particolare, i forti venti nordoccidentali, carichi di sabbia, hanno accelerato l'erosione delle rocce più soffici, mentre le parti più dure sono rimaste sulla superficie, dando origine a forme bizzarre, creando così la "Città del Diavolo".
La "Città del Diavolo" di Urho appartiene al tipico paesaggio geologico di Yadan, frutto dell'erosione del vento e dell'acqua. Oltre a Urho, nello Xinjiang si trovano anche Bailongdui e Sandongsha, tre rappresentanti famosi di Yadan in tutto il mondo, e insieme sono conosciuti come "I tre Yadan più belli della Cina". Inoltre, nello Xinjiang c'è anche l'antico mare di Junggar, un gruppo di Yadan di medie e grandi dimensioni, con forme colorate e un'alta densità di formazioni, un fenomeno raro al mondo.

