A differenza degli animali, le piante non hanno né una "bocca" né uno "stomaco". Quasi tutte le piante, a eccezione di poche come la pianta carnivora Dionaea muscipula, non "mangiano" nulla. Quindi, come ottengono le piante l'energia e i "pezzi" per costruire e riparare il proprio corpo?
L'energia di cui le piante hanno bisogno non proviene da altri esseri viventi, ma dal sole. La clorofilla presente nelle piante assorbe l'energia di alcune lunghezze d'onda della luce solare e la trasferisce a speciali complessi proteici, dove l'acqua presente nelle cellule viene scomposta in idrogeno e ossigeno. Sebbene l'ossigeno sia estremamente prezioso per molti esseri viventi, per le piante è un "rifiuto" inutile, che viene rilasciato nell'aria. L'idrogeno, invece, è prezioso per le piante e non deve essere "sprecato", ma utilizzato come "carburante" per "produrre energia", ossia per sintetizzare l'ATP.
L'idrogeno viene anche utilizzato per combinarsi con l'anidride carbonica e formare zuccheri, il più importante dei quali è il glucosio. Le piante utilizzano inoltre questi composti per sintetizzare altri molecole di cui hanno bisogno, come proteine, grassi e vitamine.
Pertanto, le piante sono in grado di "costruire" da sole i vari "pezzi" del loro corpo, avendo bisogno solo degli elementi per costruirli, sotto forma di piccole molecole. Ad esempio, gli amminoacidi, che costituiscono le proteine, hanno un "gruppo amminico" che contiene atomi di azoto. Questi atomi di azoto possono provenire dall'urea o dall'ammonio solfato. Per sintetizzare il DNA, un materiale genetico, è necessario il fosforo, che può essere fornito dai fosfati. Le piccole molecole che forniscono questi elementi alle piante sono i fertilizzanti del suolo.
Pertanto, le piante hanno bisogno solo di sole, aria, acqua e fertilizzanti per crescere e riprodursi. Poiché le piante sono autosufficienti e non hanno bisogno di altri materiali biologici per fornire energia e "pezzi", sono chiamate "organismi autotrofi". Gli animali, invece, non hanno questa "capacità" e possono solo ottenere energia e "pezzi" da altri esseri viventi, e sono quindi chiamati "organismi eterotrofi".

