Perché non tutti i suoli sono adatti all'agricoltura?

Questo articolo si concentra sulla domanda "Perché non tutti i suoli sono adatti all'agricoltura", correggendo il malinteso che tutti i terreni possano essere coltivati, spiegando la definizione e il processo di formazione del suolo, illustrando che il carbonio organico del suolo è un importante indicatore della fertilità del suolo, che può essere identificato inizialmente dal colore del suolo, ma è necessario escludere situazioni particolari come l'inquinamento da petrolio. L'articolo sottolinea inoltre che l'uso improprio di pesticidi e fertilizzanti può causare l'inquinamento e la degradazione del suolo, rendendolo inadatto all'agricoltura, e introduce metodi di salute del suolo e misure specifiche per la sua protezione.

Perché non tutti i suoli sono adatti all'agricoltura?

Alcune persone pensano che, purché ci sia terra, si possa coltivare. In realtà, questa è una visione errata. Se fosse così, non dovrebbe essere possibile coltivare o addirittura produrre cibo su ogni pezzo di terra del pianeta?

Il suolo non è sinonimo di terra, ma si riferisce allo strato soffice della superficie terrestre capace di far crescere le piante. Quando le rocce in superficie subiscono processi come l'espansione termica, la dissoluzione dell'acqua e l'ossidazione atmosferica, si degradano e si trasformano in materiale intemperico, che costituisce la matrice del suolo. Tuttavia, questo non è sufficiente per soddisfare le esigenze delle piante. Dopo la formazione della matrice del suolo, con la proliferazione di microrganismi e piante, lo sviluppo della fissazione biologica dell'azoto e della materia organica in decomposizione porta all'accumulo di azoto e humus del suolo, permettendo la formazione del suolo vero e proprio.

Quali suoli hanno un alto contenuto di nutrienti? I composti organici complessi formati dai resti di animali e piante nel suolo, dopo l'azione dei microrganismi, vengono chiamati "materia organica del suolo", e il carbonio in essi contenuto è noto come carbonio organico del suolo. Il suolo ha molti indicatori nutrizionali. Tra questi, il carbonio organico del suolo è un buon indicatore. La struttura del suolo, in generale, è tale che se il carbonio organico è alto, anche gli altri elementi nutritivi del suolo saranno più abbondanti. Quindi, per determinare se un suolo è adatto alla coltivazione, è necessario prima valutare la sua materia organica. Un metodo semplice ma non del tutto affidabile è il colore: un suolo più scuro indica un maggiore contenuto di carbonio organico. Come spesso si dice, la terra nera della Pianura della Cina settentrionale è così fertile da poter estrarre l'olio, ed è davvero vero. Tuttavia, se si tratta di suolo inquinato dall'olio, anche se il colore è scuro, non sarà adatto alla coltivazione.

Anche un suolo sano e fertile può "ammalarsi" e diventare inadatto alla coltivazione. In particolare, durante il processo di coltivazione, l'uso improprio di pesticidi e fertilizzanti introduce vari elementi "nocivi" che non favoriscono la crescita sana delle colture, portando direttamente all'inquinamento e alla degradazione del suolo, riducendo la sua capacità produttiva. Cosa fare quando il suolo è "malato"? È necessario intraprendere attività di "salute del suolo" per migliorarne l'uso sostenibile. Ad esempio, integrare il suolo con nutrienti, inclusi materiale organico, microrganismi benefici e elementi nutritivi, e ottimizzare la struttura del suolo, creando condizioni favorevoli per un'alta produttività delle colture.

Per proteggere il suolo, è possibile adottare le seguenti misure: rafforzare la gestione e l'uso integrato di gas di scarico, acque reflue e rifiuti industriali, prevenendo lo scarico arbitrario di sostanze inquinanti nel suolo; applicare i pesticidi e i fertilizzanti in modo razionale, promuovendo attivamente l'uso di pesticidi ad alta efficienza, a bassa tossicità e a basso residuo; trattare in modo innocuo i rifiuti umani, i rifiuti e le acque reflue; promuovere con cautela l'irrigazione con acque reflue, monitorando e controllando rigorosamente le acque reflue irrigue, preferibilmente utilizzando acque reflue trattate per l'irrigazione dei campi.